Trainspotting 2: I ragazzi sono tornati in un luttuoso sequel del Classico Cult

Nel lontano 1996,  Trainspotting (adattamento del romanzo cult di Irvine Welsh del 1993) emerse come uno dei grandi film inglesi della sua era, incendiato da un incredibile senso di stile e pericolo. Il tono si attenua leggermente in T2: Trainspotting, dato che il regista (Slumdog Millionaire, Steve Jobs) e il regista-divenuto-sceneggiatore John Hodge fanno del loro meglio perché il fulmine colpisca per la seconda volta. Il passaggio di due decenni prende in giro i personaggi.

L’ultima volta che abbiamo incontrato “Rent Boy” (Ewan McGregor), lui aveva tradito i suoi compagni in una operazione di trasporto di eroina, in cui lui aveva preso il malloppo ed era scappato. Ora lui è tornato in Scozia, dopo anni passati ad Amsterdam. Boyle introduce il personaggio iconico di McGregor in palestra, in una scena che mostra quanto la vita abbia indebolito questi ragazzi. Renton è tornato per fare amenda con gli amici che ha tradito. La prima fermata è Simon “Sick Boy” Williamson (Jonny Lee Miller), che gestisce un pub sul punto di fallire. Oltretutto ricatta ricj johnes con l’aiuto della sua fidanzata Veronica  (una terrificante Anjela Nedyalkova), una prostituta polacca che vede qualcosa di più nella velocità con cui Simon perdona il suo amico traditore. “Voi due dovreste scopare” dice lei, ammiccando ai due amici.

 

Renton trova anche il suo vecchio amico  (uno splendido Ewen Bremner), che vede ancora il mondo attraverso gli occhi della droga, droga che compra da spacciatori con metà dei suoi anni. Si scoprirà anche che lui è un ottimo scrittore, cosa che gli farà guadagnare parte delle migliori battute del film. Sebbene il copione sia stato adattato in modo pessimo dal sequel scritto da Welsh nel 2002 (Porno) sia costellato da risate selvagge, il trono predominante è quello del rimpianto. Sebbene le cose siano rese più violente da Begbie, appena uscito da una prigione ad Edimburgo e desideroso di vendetta contro il suo amico fuggito coi suoi soldi.

Il film allude continuamente all’originale con flashback e mischiando la vecchia famosa colonna sonora con qaualche novità da Wolf Alice e Young Fathers. In una scena, più distruggente che nostalgica, Mark visita la sua casa d’infanzia, e mette un LP sul giradischi, e possiamo sentire le note da urlo di Iggy Pop e la sua “Lust for Life” prima che lui rabbrividisca, levando l’ago dal disco. Niente nel nuovo film può eguagliare lo shock dell’escursione nel gabinetto del primo film, ma è proprio questo il punto. Mostra l’effetto deterrente del tempo, proprio come succede a Wolverine in Logan, Boyle  e i suoi attori offrono un divertente, toccante e vitale esempio di Peter Pan che si trova a fronteggiare la crisi di mezza età.

Ad un certo punto, Simon accusa Mark di essere un “turista nella sua stessa giovinezza”. Questo sequel di Trainspotting può sembrare proprio questo per i più che sono cresciuti con il primo film. C’è una grande saggezza al lavoro qui, così come un grande senso di perdita. Da ogni punto di vista in cui lo si guarda, T2 si prende una parte di te.


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